maggio 15th, 2010 by Paolo Voltaggio
Invio la presente in relazione all’articolo a firma di Giulio Terzi, pubblicato oggi sabato 15 maggio in Libero-Roma pag. 57, dal titolo “Avvocati, bocciato il bilancio? Solo contrasti su alcune voci di spesa – Parla il Segretario dell’Ordine Murra”, per richiedere che, a rettifica di quanto pubblicato, venga fornita – nel rispetto di tutti gli Avvocati che hanno partecipato all’Assemblea ed hanno approvato le mozioni proposte per modificare il bilancio preventivo proposto dalla maggioranza consiliare - una corretta informazione.
L’Assemblea, dimostrando sensibilità e attenzione per l’attuale stato di crisi, non ha approvato il bilancio preventivo 2010 proposto dalla maggioranza consiliare ed ha invece approvato in ogni suo punto la mozione sottoscritta non da “alcuni presenti” ma da numerosi colleghi – tra i quali il sottoscritto - rivolta a ridurre coscienziosamente talune poste che apparivano sproporzionate o inutilmente onerose.
Condividendo tutte le proposte della mozione, per la prima volta nella sua storia, l’Assemblea dell’Ordine degli Avvocati di Roma non ha approvato il bilancio preventivo predisposto dall’attuale maggioranza consiliare ed ha fatto proprie, votandole una ad una, le richieste di modifica del Bilancio Preventivo per l’anno 2010 determinando così un risparmio per l’Avvocatura romana di circa 565 mila euro, con riduzione della contribuzione a carico di ogni iscritto di circa 25 euro.
La previsione di risparmio di 565 mila euro è un segnale di grande attenzione verso la collettività e verso i colleghi più giovani che si accingono ad avviarsi alla professione con trepidazione e preoccupazione.
Dispiace che l’attuale maggioranza consiliare anziché apprezzare, condividere e fare proprie le proposte di risparmio approvate a larga maggioranza dall’Assemblea, limitandosi soltanto a prenderne atto, voglia far intendere – come appare nell’intervista pubblicata – che un risparmio di 565 mila euro avrebbe l’effetto di impedire la presenza “fisica” dell’Ordine nei consessi nazionali ed internazionali e di non far rispettare all’Ordine di Roma la normativa sulla sicurezza dei luoghi del lavoro.
Senza entrare nel merito tecnico-contabile, la lettura del bilancio preventivo pubblicato nel sito dell’Ordine le permetterà di verificare agevolmente che le somme stanziate per il funzionamento dell’Ordine, con i risparmi approvati dall’Assemblea, non impediranno in alcun modo ai Consiglieri di svolgere tutte le loro funzioni istituzionali.
Se l’Ordine di Roma “è stato estromesso dalle sedi decisionali importanti per il futuro della categoria non riuscendo più ad essere rappresentato nei consessi nazionali ed internazionali” – come lamenta il Segretario avv. Murra, già Consigliere nello scorso biennio – non è certo per “mancanza di fondi” .
Per sua maggior conoscenza Le allego l’intero testo della mozione presentata e posta in votazione all’Assemblea del 13 maggio scorso.
La prego di gradire i miei più cordiali saluti
Avv. Paolo Voltaggio (tel. 066876296 – fax 066872286 - 3355380022)
* * *
All’Assemblea dell’Ordine degli Avvocati di Roma
Mozione
L’Assemblea non approva il Bilancio Preventivo per l’anno 2010 – nella versione proposta dal Consiglio – per i seguenti motivi:
-eccessività della voce di rimborsi di spese ai componenti del Consiglio, indicata in euro 50.000,00 mentre nel Conto Consuntivo per l’anno 2009 risulta una spesa di 19.761,14 : con le penose condizioni economiche nelle quali versa la categoria che soffre una acuta crisi, avrebbe dovuto essere semmai ridotta la previsione rispetto alla spesa a consuntivo dell’anno precedente, quale componente di risparmio allo scopo di ridurre la contribuzione a carico degli iscritti; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 15.000,00;
- eccessività della voce di spesa per libri, riviste, editoria elettronica, giornali, indicata in euro 30.000,00, mentre nel Conto Consuntivo per l’anno 2009 risulta una spesa di 24.614,14 dovendosi tenere conto della crescente utilizzazione della telematica e così di prevedibile risparmio economico; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 20.000;
-eccessività della voce di spesa per rilegatura libri, indicata in euro 15.000,00, mentre nel Conto Consuntivo per l’anno 2009 risulta una spesa di 5.901,24 dovendosi presumere semmai una diminuzione ogni anno di tale spesa; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 5.000,00;
-eccessività della voce di spesa per cancelleria e materiali vari, indicata in euro 90.000,00, mentre nel Conto Consuntivo per l’anno 2009 risulta una spesa di 64.604,61; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 60.000,00;
-eccessività della voce di spesa per rappresentanza, indicata in euro 80.000,00 per i soliti motivi che militano per la riduzione comunque di spese comprimibili; l’assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 50.000,00;
-eccessività della voce di spesa per manutenzione, riparazione, adattamento locali, indicata in euro 35.000,00, tenendo conto che il Consiglio ha definitivamente perso la causa contro l’Agenzia del Demanio per la riconsegna dei locali, anche se tale evento non è previsto nell’immediato, sicché non è ragionevole prevedere che nel breve periodo di tempo di ulteriore, precaria permanenza nei locali del Palazzo di Giustizia, possano essere ipotizzabili spesa oltretutto superiori al consuntivo del 2009 (per euro 30.904,10); l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 5.000,00;
-eccessività della voce di spesa per assemblee, indicata in euro 150.000,00, mentre nel Conto Consuntivo per l’anno 2009 risulta una spesa di 20.856,22e nulla è precisato nella relazione allegata al bilancio preventivo; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 40.000;
-eccessività della voce di spesa per stampa riviste, manifesti e varie, indicata in euro 330.000,00, tenendo conto dell’esigenza di ridurre enormemente la stampa e la spedizione delle due riviste, limitandole ad una copia per ogni studio anche composto da più professionisti, salve richieste specifiche, oltretutto limitando la stampa e la spedizione ai casi in cui ne venisse fatta espressa richiesta in luogo della trasmissione per internet; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 100.000,00;
-eccessività della voce compensi a terzi, indicata in euro 60.000,00 e non meglio specificata; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 30.000,00;
-eccessività della voce manifestazioni sociali, indicata in euro 90.000,00 tenendo conto dell’esigenza di imporre risparmi nella spendita di denaro degli iscritti; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 40.000;
Sin qui il testo letto dettagliatamente in Assemblea, poiché non è stato consentito di proseguire nella lettura, ma allora l’intero testo è stato consegnato per gli atti dell’Assemblea.
Conseguentemente
l’Assemblea dispone la complessiva riduzione del totale delle uscite del Bilancio Preventivo per l’anno 2010 di euro (35.000 + 10.000 + 10.000 + 10.000 + 30.000 + 30.000 + 30.000 + 110.000 + 230.000 + 30.000 + 50.000 = 575.000,00 e così la riduzione di 25,00 per il contributo annuale dovuto dagli iscritti nell’Albo ed Elenchi Speciali (con conseguente riaccredito di tale importo a favore di coloro che avessero già pagato la maggior somma).
Quanto alle spese già deliberate dal Consiglio, l’Assemblea oltre a contestare la deliberazione consiliare del 25 febbraio 2010 di circa euro 100.000,00 per spese per le elezioni, tra cui quelle inammissibili per l’acquisto di n 8 nuovi tavoli per i seggi, acquisto di n 2 nuove stufe a fungo, colazioni per i Questori e Scrutatori, acquisto parcometri da destinare ai Questori e Scrutatori, ecc., ritiene inaccettabile che – dopo la (pur contestata elezione della cariche consiliari, tra cui quella del Tesoriere)- tali pagamenti siano stati effettuati -anche dal nuovo Tesoriere- senza attendere la relativa e preventiva discussione consiliare del 25 febbraio, nella cui adunanza comunque lo stesso Consiglio ha rilevato la eccessività di tali spese, contesta ogni deliberazione consiliare di spesa per buoni-pasto a favore dei Consiglieri, così come per promuovere gare sportive (sembra sia stata già deliberata l’erogazione per una manifestazione di golf).
Infine, ancora in tema di contribuzione pretesa dagli iscritti nell’Albo e, in particolare quanto alla pretesa del CNF di contribuzione degli Avvocati romani non cassazionisti, per la quale è negata la debenza in una causa pendente dinanzi la giudice ordinario, l’Assemblea biasima severamente il Consiglio per la deliberazione dell’8 aprile scorso, con la quale ha disposto la consegna al CNF dell’albo elettronico degli iscritti (che tre anni fa fu prudentemente negata dallo stesso Consiglio romano), per di più con l’indicazione per ciascuno dell’indirizzo di posta elettronica certificata, così potendo lo stesso CNF attaccare ciascun iscritto con la semplice notifica di una cartella esattoriale per il detto contributo, semplicemente utilizzando l’indirizzo della PEC; per tale consegna al CNF dell’albo elettronico con l’indirizzo della PEC l’Assemblea ritiene responsabile il Consiglio per ogni conseguenza che ne derivasse agli Avvocati romani; sullo stesso tema della contribuzione pretesa dal CNF, l’Assemblea fermamente invita il Consiglio a non collaborare ulteriormente con il Consiglio Nazionale Forense, adottando anzi una ferma presa di posizione a favore degli iscritti e nei confronti del detto CNF, intervenendo semmai ad adiuvandum nei giudizi già in corso e comunque comunicando allo stesso CNF che il Consiglio dell’Ordine di Roma giammai provvederà ad esigere tale contribuzione in favore del medesimo CNF (come già fanno i Consigli degli Ordini di Civitavecchia, Frosinone e Velletri, per citare Ordini dello stesso distretto della Corte di Appello di Roma).
maggio 15th, 2010 by Paolo Voltaggio
Nell’assemblea dell’Ordine di Roma del 13 maggio – per la prima volta nella storia – è stato respinto a grandissima maggioranza il bilancio preventivo così come proposto dal Consiglio, il che avrebbe semplicemente bloccato l’attività consiliare, ma utilmente (per la prosecuzione dell’attività istituzionale) sono state poi approvate a grandissima maggioranza le nostre ragionate riduzioni delle voci eccessive proposte, con risparmio di 565 mila euro e così 25 euro risparmiate per ogni iscritto.
Resta da dibattere il severo biasimo per il Consiglio che l’8 aprile scorso ha deliberato di consegnare la CNF l’albo elettronico con gli indirizzi di posta elettronica certificata (PEC), che -deduttivamente- consentirebbe la notifica ad ogni iscritto di cartelle esattoriali, con il contributo di 5 anni (129,15 euro) preteso al CNF, così scavalcando la causa che abbiamo proposto. Severo biasimo.
Evviva l’Avvocatura romana.
Segue il testo della Mozione vittoriosa con le proposte di ragionata riduzione, agli atti dell’Assemblea, approvata sia nella sua interezza, letta fino all’ultima delle nostre proposte (esclusa l’esclusione di 10.000 euro per l’aggiornamento professionale dei dipendenti, esclusione cui abbiamo rinunciato), sia poi voce per voce.
Il “severo biasimo” è contenuto a pagina 4 del testo che segue. Se -nonostante la deliberazione assembleare delle ragionate riduzioni- il Consiglio si ostinasse riproponendo inutilmente il bilancio in una inutile nuova Assemblea, chiederemo che le spese di tale nuova Assemblea restino a carico dei componenti del Consiglio che votassero di rinnovare l’Assemblea.
Federico Bucci Donatella Cerè Riccardo Bolognesi Clemente Frascari Luigi Fratini Stefano Galeani Antonino Galletti Giorgio Lombardi Mauro Mazzoni Giulio Micioni Basilio Perugini Stefano Rubeo Mario Scialla Luca Sposato Carlo Testa Paolo Voltaggio
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All’Assemblea dell’Ordine degli Avvocati di Roma
Mozione
L’Assemblea non approva il Bilancio Preventivo per l’anno 2010 – nella versione proposta dal Consiglio – per i seguenti motivi:
-eccessività della voce di rimborsi di spese ai componenti del Consiglio, indicata in euro 50.000,00 mentre nel Conto Consuntivo per l’anno 2009 risulta una spesa di 19.761,14 : con le penose condizioni economiche nelle quali versa la categoria che soffre una acuta crisi, avrebbe dovuto essere semmai ridotta la previsione rispetto alla spesa a consuntivo dell’anno precedente, quale componente di risparmio allo scopo di ridurre la contribuzione a carico degli iscritti; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 15.000,00;
-inutilità della voce corsi per aggiornamento professionale dei dipendenti, indicata in euro 10.000,00, risultando che anche nell’anno precedente era stata prevista una tale spesa, poi non effettuata; l’Assemblea dispone l’esclusione della voce; a tale specifica riduzione abbiamo rinunciato ;
-eccessività della voce di spesa per libri, riviste, editoria elettronica, giornali, indicata in euro 30.000,00, mentre nel Conto Consuntivo per l’anno 2009 risulta una spesa di 24.614,14 dovendosi tenere conto della crescente utilizzazione della telematica e così di prevedibile risparmio economico; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 20.000;
-eccessività della voce di spesa per rilegatura libri, indicata in euro 15.000,00, mentre nel Conto Consuntivo per l’anno 2009 risulta una spesa di 5.901,24 dovendosi presumere semmai una diminuzione ogni anno di tale spesa; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 5.000,00;
-eccessività della voce di spesa per cancelleria e materiali vari, indicata in euro 90.000,00, mentre nel Conto Consuntivo per l’anno 2009 risulta una spesa di 64.604,61; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 60.000,00;
-eccessività della voce di spesa per rappresentanza, indicata in euro 80.000,00 per i soliti motivi che militano per la riduzione comunque di spese comprimibili; l’assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 50.000,00;
-eccessività della voce di spesa per manutenzione, riparazione, adattamento locali, indicata in euro 35.000,00, tenendo conto che il Consiglio ha definitivamente perso la causa contro l’Agenzia del Demanio per la riconsegna dei locali, anche se tale evento non è previsto nell’immediato, sicché non è ragionevole prevedere che nel breve periodo di tempo di ulteriore, precaria permanenza nei locali del Palazzo di Giustizia, possano essere ipotizzabili spesa oltretutto superiori al consuntivo del 2009 (per euro 30.904,10); l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 5.000,00;
-eccessività della voce di spesa per assemblee, indicata in euro 150.000,00, mentre nel Conto Consuntivo per l’anno 2009 risulta una spesa di 20.856,22e nulla è precisato nella relazione allegata al bilancio preventivo; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 40.000;
-eccessività della voce di spesa per stampa riviste, manifesti e varie, indicata in euro 330.000,00, tenendo conto dell’esigenza di ridurre enormemente la stampa e la spedizione delle due riviste, limitandole ad una copia per ogni studio anche composto da più professionisti, salve richieste specifiche, oltretutto limitando la stampa e la spedizione ai casi in cui ne venisse fatta espressa richiesta in luogo della trasmissione per internet; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 100.000,00;
-eccessività della voce compensi a terzi, indicata in euro 60.000,00 e non meglio specificata; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 30.000,00;
-eccessività della voce manifestazioni sociali, indicata in euro 90.000,00 tenendo conto dell’esigenza di imporre risparmi nella spendita di denaro degli iscritti; l’Assemblea dispone la riduzione della voce ad euro 40.000;
Sin qui il testo letto dettagliatamente in Assemblea, poiché non è stato consentito di proseguire nella lettura, ma allora l’intero testo è stato consegnato per gli atti dell’Assemblea.
Conseguentemente
l’Assemblea dispone la complessiva riduzione del totale delle uscite del Bilancio Preventivo per l’anno 2010 di euro (35.000 + 10.000 + 10.000 + 10.000 + 30.000 + 30.000 + 30.000 + 110.000 + 230.000 + 30.000 + 50.000 = 575.000,00 e così la riduzione di 25,00 per il contributo annuale dovuto dagli iscritti nell’Albo ed Elenchi Speciali (con conseguente riaccredito di tale importo a favore di coloro che avessero già pagato la maggior somma).
Quanto alle spese già deliberate dal Consiglio, l’Assemblea
oltre a contestare la deliberazione consiliare del 25 febbraio 2010 di circa euro 100.000,00 per spese per le elezioni, tra cui quelle inammissibili per l’acquisto di n 8 nuovi tavoli per i seggi, acquisto di n 2 nuove stufe a fungo, colazioni per i Questori e Scrutatori, acquisto parcometri da destinare ai Questori e Scrutatori, ecc., ritiene inaccettabile che -dopo lauestori e sCrutatoriQ
(pur contestata elezione della cariche consiliari, tra cui quella del Tesoriere)- tali pagamenti siano stati effettuati -anche dal nuovo Tesoriere- senza attendere la relativa e preventiva discussione consiliare del 25 febbraio, nella cui adunanza comunque lo stesso Consiglio ha rilevato la eccessività di tali spese,
contesta ogni deliberazione consiliare di spesa per buoni-pasto a favore dei Consiglieri, così come per promuovere gare sportive (sembra sia stata già deliberata l’erogazione per una manifestazione di golf).
Infine, ancora in tema di contribuzione pretesa dagli iscritti nell’Albo e, in particolare quanto alla pretesa del CNF di contribuzione degli Avvocati romani non cassazionisti, per la quale è negata la debenza in una causa pendente dinanzi la giudice ordinario, l’Assemblea biasima severamente il Consiglio per la deliberazione dell’8 aprile scorso, con la quale ha disposto la consegna al CNF dell’albo elettronico degli iscritti (che tre anni fa fu prudentemente negata dallo stesso Consiglio romano), per di più con l’indicazione per ciascuno dell’indirizzo di posta elettronica certificata, così potendo lo stesso CNF attaccare ciascun iscritto con la semplice notifica di una cartella esattoriale per il detto contributo, semplicemente utilizzando l’indirizzo della PEC; per tale consegna al CNF dell’albo elettronico con l’indirizzo della PEC l’Assemblea ritiene responsabile il Consiglio per ogni conseguenza che ne derivasse agli Avvocati romani; sullo stesso tema della contribuzione pretesa dal CNF, l’Assemblea fermamente invita il Consiglio a non collaborare ulteriormente con il Consiglio Nazionale Forense, adottando anzi una ferma presa di posizione a favore degli iscritti e nei confronti del detto CNF, intervenendo semmai ad adiuvandum nei giudizi già in corso e comunque comunicando allo stesso CNF che il Consiglio dell’Ordine di Roma giammai provvederà ad esigere tale contribuzione in favore del medesimo CNF (come già fanno i Consigli degli Ordini di Civitavecchia, Frosinone e Velletri, per citare Ordini dello stesso distretto della Corte di Appello di Roma).
aprile 16th, 2010 by Paolo Voltaggio
CORTE CASSAZIONE PENAL Non è una barzelletta: Un avvocato napoletano è stato condannato per ingiuria aggravata per aver detto ad un vigile suo cliente e moroso “non esco fuori, mi denunci pure, e prima di indossare questa divisa paghi i suoi debiti “.
Per la Suprema Corte è responsabile del delitto aggravato di ingiuria aggravata l’avvocato che, in fila ad uno sportello di un ufficio giudiziario, insulta un vigile urbano con cui era precedentemente in lite a causa di una parcella non pagata, pronunciando la frase “non esco fuori, mi denunci pure, e prima di indossare questa divisa paghi i suoi debiti”.
<IL TESTO DELLA SENTENZA>
La fattispecie è accaduta a Napoli ma non mi sarei stupito se la scena del delitto fosse stata Roma dove le file all’ufficio U.N.E.P. sono una sciagura quotidiana, dove le guardie giurate disciplinano a volte il prelevamento dei c.d. “numeretti” per le file agli sportelli, dove gli avvocati sono molto esasperati per i disservizio e dove molti Clienti … sono morosi.
Senza entrare nel merito della sentenza la cosa più sorprendente è che la Corte sostenga che “correttamente il giudice d’appello non ha rilevato in quella indistinta condizione di disagio (la fila) per i numerosi utenti in coda un comportamento illegittimo e contrario alle norme del vivere civile, inequivocabilmente addebitabile a cattiva volontà del vigile e tale da determinare nell’animo del prevenuto un turbamento ed un vero e proprio, e giustificabile, stato d’ira” .
Non sappiamo se i Giudici della Suprema Corte abbiano mai visitato l’Ufficio notifiche di Napoli (credo non molto dissimile quanto a disservizio a quello di Roma e a tanti altri Uffici UNEP italiani).
Rispettosamente Li invitiamo a farlo senza indugio.
Dopo un tale atto di pietà, avranno senz’altro più considerazione e stima per l’avvocatura e per la sua alta dose di pazienza e forse saranno meno duri nei confronti di chi subisce quotidianamente umiliazioni e mortificazioni gratuite cagionate soltanto da una Giustizia che non riesce a funzionare a partire dalle notificazioni fino alla irragionevole durata dei processi
aprile 12th, 2010 by Paolo Voltaggio
Comunicazione di servizio
Dalle ore 10,30 di mercoledì 7 aprile 2010 l’Ufficio Richiesta copie sentenze e decreti ingiuntivi del Giudice di Pace Civile di Roma è chiuso e, conseguentemente, è interrotto anche il servizio di richiesta copie via email poiché non può essere più scansionato alcun documento.
Tale disservizio è conseguenza del mancato rinnovo da parte del “nuovo” Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma del contratto di assistenza con la società che provvedeva alla manutenzione del sistema; e ciò nonostante le nostre continue insistenze e richieste, sulle quali a tutt’oggi il Consiglio non ha provveduto, come risulta anche dal verbale dell’adunanza del 30 marzo 2010 (apri questo link: costo del contratto da rinnovare circa diecimila euro annui).
Quale è la soluzione prospettata dai Consiglieri cui è stato affidato il coordinamento della Commissione Relazioni Uffici Giudiziari, da noi fortemente voluta e creata due anni orsono?
In poco più di un mese stanno riuscendo a smantellare un servizio – unico in tutta Italia – che permetteva agli Avvocati romani di risparmiare ore di fila.
Ci auguriamo che il Consiglio dell’Ordine riveda al più presto la propria posizione al fine di evitare un irreversibile aggravamento della situazione.
Noi, come al solito, cercheremo di fare tutto quanto è in nostro potere per tutelare l’attività lavorativa dei Colleghi.
Mauro Vaglio e Pietro Di Tosto
aprile 1st, 2010 by Paolo Voltaggio
Roma, 31 mar. – (Adnkronos) – “La introduzione nell’ordinamento di strumenti idonei a prevenire l’insorgere di controversie ed a semplificarne ed accelerarne le modalita’ di definizione puo’ risultare certamente apprezzabile e merita di essere valutata con spirito aperto: ma occorre verificare attentamente che le relative disposizioni siano pienamente coerenti con i princi’pi della volontarieta’ dell’arbitrato e della necessita’ di assicurare una adeguata tutela del contraente debole”. Lo scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel messaggio con cui accompagna la decisione di rinviare alle Camere il disegno di legge contenente “deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonche’ misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”.
marzo 26th, 2010 by Paolo Voltaggio
Una legislazione punitiva e lo Stato che paga dopo anni la difesa d’ufficio per i poveri stanno minando la professione. Anche perche’ , da noi, c’e’ un legale ogni 283 abitanti.
Qualcuno (e sono sempre di più) si ritira, altri -invece- usano i codici per pignorare addirittura lo Stato.
I più innovativi reagiscono così: aprono negozi nei quali si vendono pareri legali low cost, come se il diritto fosse Ryanair.
Niente scrivanie di lusso, ma mobili Ikea e con il legale che fa da segretaria a se stesso: preventivi sull’eventuale assistenza e prezzi stracciati, ma con forti polemiche all’interno della categoria soprattutto sulla qualità del servizio.
L’ultimo nato, in ordine di tempo, si chiama Law Point ed è stato aperto a Bari.
Un vento di crisi che non risparmia neppure i grandi studi degli avvocati d’affari, quelli dai nomi altisonanti e gestiti come societa’.
Nel 2009 ha chiuso la sede milanese di White & Case, studio americano; il prestigioso «Bonelli, Erede e Pappalardo» ha ridotto il numero dei collaboratori come una fabbrica in cassa integrazione.
L’insieme è un lungo grido di dolore: tra il fisco da soddisfare e la delusione per una vita di lavoro buttata.
Una sorta di coro tragico che corre ormai su internet e nei blog e che arriva dal mondo degli avvocati. Carriere professionali che sbattono il muso con i conti in rosso, redditi ai limiti della sopravvivenza che fanno a pugni con gli «studi di settore» rilanciati da Bersani per controllare i redditi dei professionisti, una fuga dalla toga che colpisce i più giovani e le donne in particolare.
E che fa tornare alla mente una vecchia canzone dei Gufi: «.Io vado in banca / stipendio fisso / così mi piazzo / e non se ne parla più».
Perché la fuga significa, quasi sempre, la fine di una vera attività lavorativa.
Basta percorrere lo Stivale dei tribunali per raccogliere storie di abbandoni e di drammi economici: situazioni sino a pochi anni fa inimmaginabili per una delle professioni liberali più mitizzate.
A Torino, ad esempio, l’Ordine degli Avvocati ha stipulato un accordo con una finanziaria di Biella specializzata nel recupero crediti. A non pagare questa volta non sono i furbetti delle cambiali, ma lo Stato che sarebbe tenuto a versare agli avvocati le parcelle per il gratuito patrocinio, garantito, nei processi chili come in quelli penali, a chi ha un reddito massimo di 9.732,84 euro all’anno.
Gli ultimi dati nazionali (2007) parlano di 94.401 persone ammesse al beneficio, per un costo previsto di 84 milioni di euro. In realtà, i pagamenti non arrivano dal 2006 e in Piemonte ci sono parcelle inevase dal 2005.
«Da una parte, si rischia di mettere in crisi un diritto fondamentale» dice l’avvocato Mario Napoli, presidente dell’Ordine torinese.
«Dall’altra, si provocano difficoltà enormi per colleghi che sul “gratuito patrocinio” hanno impostato la loro effettiva attività». «A pagarne le conseguenze sono i più giovani» aggiunge Maurizio de Tilla,presidente dell’Oua, l’organismo unitario dell’avvocatura «che non ricevono i compensi da almeno tre anni.
Il 63 per cento della categoria naviga in cattive acque». A Genova, la reazione ai ritardi è stata ancora più rabbiosa, quasi surreale. Un gruppo di trecento avvocati, guidati da Riccardo Di Rella, ha deciso di avviare procedure di pignoramento nei confronti dello Stato. Replicando a un’interrogazione parlamentare, il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, ha risposto: «Bambole, non c’è una lira!…».
Le cose non vanno meglio per le difese d’ufficio dei cittadini extracomunitari. Dopo il dibattimento penale, quasi tutti risultano «irreperibili di fatto» e farsi liquidare le parcelle dalle casse pubbliche comporta, in media, tra i cinque e i sei anni di trafila.
Fonte, Venerdi di Repubblica
marzo 26th, 2010 by Paolo Voltaggio
Normattiva è un nuovo servizio che lo Stato italiano fornisce ai cittadini. Si tratta di una banca dati, accessibile a tutti e consultabile gratuitamente, che contiene i testi delle leggi statali vigenti aggiornate in tempo reale. Accesso veloce: RICERCA SEMPLICE - RICERCA AVANZATA www.normattiva.it
Normattiva è un nuovo servizio che lo Stato italiano fornisce ai cittadini. Si tratta di una banca dati, accessibile a tutti e consultabile gratuitamente, che contiene i testi delle leggi statali vigenti aggiornate in tempo reale.
Normattiva è il frutto della collaborazione tra le principali istituzioni dello Stato, con il coordinamento del Ministro per la semplificazione normativa. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati – in collaborazione con la Corte di Cassazione – curano gli adempimenti per la realizzazione del programma e lo sviluppo del sito. L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ne cura la gestione e provvede all’alimentazione della correlata Banca Dati.
Normattiva, infatti, è anche un sito in evoluzione. L’intero corpus della normativa statale verrà inserito gradualmente, secondo un programma già definito, e le funzionalità di ricerca verranno progressivamente arricchite. Il sistema di ricerca disponibile in questa prima versione del sito è molto semplice: gli atti possono essere cercati sia attraverso i loro estremi, sia per parole, contenute nel titolo o nel testo della legge. ( per saperne di più).
L’obiettivo. Il progetto “Normattiva” si basa sull’impiego di innovative tecnologie informatiche per la creazione di un servizio affidabile, gratuito e completo di informazione sulle leggi italiane.
Il coordinamento delle iniziative pubbliche per l’informatizzazione e la classificazione della normativa vigente.
Con l’apertura del sito www.normattiva.it si dà attuazione all’articolo 107 della legge n. 388 del 2000 che aveva disposto l’istituzione di un fondo destinato al finanziamento di “iniziative volte a promuovere l’informatizzazione e la classificazione della normativa vigente al fine di facilitarne la ricerca e la consultazione gratuita da parte dei cittadini, nonchè di fornire strumenti per l’attività di riordino normativo” e aveva affidato tale compito alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Senato della Repubblica e alla Camera dei deputati.
Nel 2008 il Parlamento è nuovamente intervenuto sulla materia, approvando il decreto-legge n. 200 che ha confermato le finalità e la struttura interistituzionale del progetto, affidando nel contempo al Ministro per la semplificazione normativa un compito di coordinamento delle attività e disponendo la convergenza presso il Dipartimento degli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri di “tutti i progetti di informatizzazione e di classificazione della normativa statale e regionale in corso di realizzazione da parte delle amministrazioni pubbliche”. Lo stesso decreto è per dare più forza e incisività al coordinamento fra tutti i soggetti pubblici – reca la seguente disposizione: “Non è in alcun caso consentito il finanziamento, a carico di bilanci pubblici, di progetti di classificazione e di accesso alla normativa vigente non rientranti nell’ambito delle attività coordinate ai sensi del presente decreto”.
marzo 26th, 2010 by Paolo Voltaggio
La Riforma del Processo Civile (Legge 69/18.3.2009) ha introdotto l’art. 257 bis c.p.c. (applicabile solo ai processi instaurati dopo l’entrata in vigore) che prevede, su accordo delle parti e con l’autorizzazione del giudice, la possibilità di testimoniare attraverso il deposito o l’invio di una dichiarazione da rendere secondo lo schema che il Ministero doveva predisporre. Con la pubblicazione del Modello Ministeriale (G.U. 49 del 1.3.2010) e delle istruzioni per la compilazione è ora possibile la sua applicazione.
<LE ISTRUZIONI> <G.U. 49/2010> ><IL MODELLO MINISTERIALE>
Si tratta di un modello di circa 12 pagine tra dichiarazioni e sezioni che, in attuazione dell’art. 257 bis c.p.c., il testimone dovrà predisporre e fare autenticare da un pubblico ufficiale.
Secondo le istruzioni ministeriali la dichiarazione dovrà essere sottoscritta alla presenza di un segretario comunale o di un cancelliere di un ufficio giudiziario.
Il modello, una volta riempito, può essere spedito ovvero depositato presso la Cancelleria del giudice. La nuova forma di deposizione, che vorrebbe abbreviare i tempi del processo, potrà essere utilizzata solo su accordo delle parti e con l’autorizzazione del giudice, tenuto conto della natura della causa.
Da notare che lo stesso giudice è chiamato con il provvedimento di autorizzazione a disporre che la parte che ha richiesto l’assunzione della testimonianza scritta prepari anche il modello di testimonianza e lo faccia notificare al testimone.
Costui, a sua volta, renderà la sua deposizione compilando in ogni sua parte il modello ministeriale indicando le ragioni per le quali non è in grado di rispondere ad una o più domande.
Se il testimone non spedisce o non consegna le risposte scritte nel termine stabilito il giudice può condannarlo ad una pena pecuniaria da un minimo di Euro 100 ad un massimo di Euro 1.000, come previsto dagli artt. 257 bis, sesto comma e 255, primo comma, c.p.c..
Ove poi la testimonianza abbia per oggetto documenti di natura contabile che le parti abbiano già depositato la dichiarazione sottoscritta dal testimone sarà trasmessa al difensore interessato senza ricorrere alla compilazione del modello ministeriale.
In ogni caso, il giudice potrà sempre, esaminate le risposte e le dichiarazioni, disporre che comunque il teste venga chiamato a deporre davanti a lui.
La nuova normativa entra in vigore a partire dal 16 marzo 2010.
marzo 16th, 2010 by Paolo Voltaggio
FACOLTA’ PER IL CITTADINO … ONERI PER L’AVVOCATO
Dal CNF una breve informativa, il modello da far sottoscrivere al Cliente e da allegare all’atto introduttivo, il modello di procura alle liti.
La mediazione finalizzata alla conciliazione servira a diminuire il contenzioso e ad all’alleggerire il carico dei ruoli?
Lo scopriremo solo … vivendo.
Il fatto è che il decreto legislativo, nell’immediato, si risolve in un ulteriore onere per l’avvocato: dare e fare sottoscrivere al Cliente un informativa circa la facoltà di adire il procedimento di mediazione, allegare l’informativa all’atto, inserire il riferimento all’informativa nella procura alle liti.
Conseguenze del mancato inserimento l’annullabilità del contratto.
Il giudice che rilevi la mancata allegazione ne informa la parte.
Se non vi provvede … avrà una decurtazione dello stipendio?
marzo 14th, 2010 by Paolo Voltaggio
La prossima settimana la CGIL ed altri sindacati hanno indetto una sorta di sciopero bianco con il “Rigoroso rispetto delle mansioni e dei compiti attribuiti dalle norme e dai regolamenti al personale giudiziario”.
Il comunicato lo si può leggere in http://www.fpcgil.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13296
Ancor più in dettaglio ( vi è scritto cosa faranno e cosa non faranno) in http://www.uidag.it/index.php?news=245
Chi ci andrà di mezzo saranno ancora una volta gli avvocati, i loro collaboratori, le segretarie e, in ultima analisi, il cittadino che cerca giustizia